Dott.ssa Natalia Realini, biologa nutrizionista, Ph.D.

Gli zuccheri sono davvero un veleno? Facciamo chiarezza

E’ vero che gli zuccheri sono in veleno? Negli ultimi anni gli zuccheri sono stati spesso demonizzati, ma la realtà è più complessa: non sono un veleno, ma è importante fare attenzione alla quantità e alla frequenza con cui li consumiamo.

Cosa si intende per zuccheri semplici?

Quando si parla di zuccheri semplici si includono:

  • Zuccheri naturalmente presenti negli alimenti, come quelli della frutta o del latte
  • Zuccheri aggiunti nei prodotti industriali, come biscotti, dolci, merendine e bevande zuccherate
  • Zucchero aggiunto direttamente, ad esempio nel caffè o nelle bevande
Quanti zuccheri dovremmo consumare?

Secondo le raccomandazioni nutrizionali, gli zuccheri totali non dovrebbero superare il 15% delle calorie giornaliere, mentre gli zuccheri aggiunti dovrebbero restare sotto il 10%.

Facciamo un esempio pratico.

Per una donna che segue una dieta normocalorica di circa 1800 kcal al giorno, questo significa circa:

  • 70 g di zuccheri totali al giorno, compresi quelli naturalmente presenti negli alimenti
  • 30–40 g al massimo di zuccheri aggiunti

Considerando che con 2 porzioni di frutta e una porzione di latticini si possono già raggiungere circa 40 g di zuccheri naturali, restano circa 30 g disponibili per gli zuccheri aggiunti.

Quanto sono 30 grammi di zucchero?

Per rendere l’idea:

  • circa 6 cucchiaini di zucchero
  • oppure una lattina di cola (circa 35 g di zucchero)
  • oppure 7–8 biscotti

Questo significa, ad esempio, che sei caffè zuccherati al giorno esauriscono già la quota di zuccheri aggiunti… e probabilmente anche quella di caffeina!

Il problema non sono gli zuccheri, ma l’eccesso.

Gli zuccheri non sono un veleno, ma un consumo eccessivo e frequente di zuccheri aggiunti è associato a diversi rischi per la salute, tra cui:

  • aumento del rischio di carie dentali
  • maggiore probabilità di sovrappeso
  • aumento del rischio di diabete e patologie cardiovascolari

Per questo motivo le linee guida per una sana alimentazione consigliano di limitare il consumo quotidiano di zuccheri aggiunti, in particolare delle bevande zuccherate.

Questo però non significa demonizzare gli zuccheri, ma semplicemente imparare a consumarli con consapevolezza.

Zuccheri ed emozioni

Spesso i dolci vengono utilizzati come forma di conforto per gestire emozioni come:

  • stress
  • rabbia
  • tristezza
  • noia

Per questo motivo è importante imparare a riconoscere quando mangiamo per fame e quando per gestire le emozioni, così da evitare che i dolci diventino un’abitudine quotidiana.

Non esiste una vera e propria dipendenza da zucchero nel senso clinico del termine, ma si parla talvolta di sugar addiction per descrivere quelle situazioni in cui una persona perde il controllo nel consumo di alimenti molto zuccherati, spesso utilizzati come gratificazione o ricompensa.

Il consiglio pratico

L’obiettivo non è eliminare completamente i dolci, ma ridurne il consumo nella quotidianità.

Alcuni esempi pratici:

  • diminuire gradualmente lo zucchero nel caffè
  • alternare la colazione con porridge, pancake o colazioni salate invece dei biscotti
  • abituare il palato a sapori meno dolci

In questo modo, quando capita l’occasione — una festa, un compleanno, un dolce fatto in casa — possiamo gustarlo senza stress e senza sensi di colpa.

In conclusione

Nutrizione e salute non dipendono da un singolo alimento.

Non è ciò che mangiamo ogni tanto a fare la differenza, ma la frequenza e la quantità nel tempo.

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